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La Tomba
Casuali ritrovamenti archeologici fanno ipotizzare che Vallelunga sia stata abitata fin dall'età del bronzo, come dimostra il rinvenimento di una monumentale tomba scoperta intorno al 1915, durante il rimboschimento di una parte di terreno sul cozzo “Tanarizzi” a nord dell'abitato, ad opera del dott. Tommaso Luigi Moscati (“dutturi Gigiu” illustre personaggio vallelunghese). Tali resti furono inviati ed esaminati nel 1930 dall'archeologo Paolo Orsi e in seguito, nel 1956, dall'archeologo Bernabò Brea: si tratta di uno dei pochi esempi di cultura interna della Sicilia risalenti al 1800 A.C.; cimeli analoghi furono ritrovati nelle città di Tindari e Rodì Milici nel messinese.
A quell'epoca, per mancanza di garanzie, quei beni preziosi furono trasferiti nel museo “Paolo Orsi” di Siracusa dove oggi è possibile ammirarli. Il corredo della tomba, appartenente ad un nucleo familiare formato da sei adulti, è composto da ampi bacili, fruttiere su alti piedi, una serie di tazze in argilla con alte pareti corredate da altissime anse, appartenente allo stile di “Castelluccio” e da tazze-attingitoi fornite di ansa a orecchio equino e culminanti con appendice a coda di rondine, appartenenti allo stile di “Rodì-Tindari.-Vallelunga”. Nel posto convenzionalmente inteso come sito del ritrovamento, è stata creata una ricostruzione, ipotetica ma fedele agli studi effettuati, della “Tomba di Vallelunga”.

 
 

“La villa Tardo-Romana”
Altro ritrovamento archeologico significativo è stato fatto a sud-est del centro abitato in contrada Casabella, dove anticamente si suppone sia esistita una villa-fattoria tardo Romana risalente al III secolo D.C.; non si hanno documenti ufficiali ma solo leggende tramandate nella cultura popolare e fortunosi ritrovamenti di monete di metallo pregiato. Secondo un canto popolare, questo centro denominato “ Giarratana ”, pare sia stato interamente distrutto dal terribile terremoto del 11 Gennaio 1693 che sconvolse tutta la Sicilia; gli abitanti di questo piccolo paese rimasero quasi tutti sepolti sotto le macerie, i pochi sopravvissuti, che di buon ora si erano recati nei campi, trovarono rifugio in una fattoria vicina dando origine all'attuale Vallelunga. La zona dove sorgeva questo paese è stata recintata dalla Sovrintendenza di Agrigento, ma i lavori dopo poco tempo furono sospesi per mancanza di fondi; oggi gli scavi dell'insediamento umano e attigua necropoli si riducono a frammenti di brocche, vasi, tegole, giare e un bellissimo pavimento a mosaico, che risaltano agli occhi dei passanti. Vallelunga non dimentica questi luoghi e aspetta fiduciosamente in una ripresa dei lavori.