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La Fornace Indietro    
 
 


Negli anni passati Vallelunga ebbe un buon primato nella lavorazione dell'argilla (materia “divina” secondo G.D'Annunzio), grazie al terreno prevalentemente argilloso divenne una delle attività più redditizie per il paese, creando così un eccellente sviluppo dell'economia vallelunghese. Il vasaio ceramista, “lu canalaru” (il tegolaio) svolgeva la sua attività in vari angoli del paese, su aie rotonde chiamate “li stazzuna”, dodici con precisione, che erano delle piccole fabbriche artigianali dove avveniva la lavorazione dell'argilla e la cottura della terracotta e la vendita dei prodotti finiti; la crisi economica degli anni '50/'60 ne costrinse la chiusura. Di quell'antico e particolare mestiere ne rimane il ricordo e piccoli oggetti del passato, oltre a una vasta area sabbiosa adibita a cava, a nord-ovest dell'abitato chiamato “stazzuni”; solo un unico abile artigiano è rimasto a Vallelunga che continua da padre in figlio la lavorazione dell'argilla nel suo laboratorio (Laboratorio Coticchio via Nazionale, 122).
Un altro grande maestro vallelunghese e che rimane nel cuore del paese è Giuseppe Criscione, artista della terracotta (tra le tante opere realizzate, un presepe per papa Wojtila e un altro per l'ex premier sovietico Gorbaciov), trasferitosi a Ragusa dove svolge ancora oggi il suo antico mestiere con passione e dedizione.