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Chiesa S. Maria di Loreto Indietro   Avanti
 
 

- Fondata nel 1634 per volontà di Don Pietro Marino

- Ultimo restauro della facciata 1996

- Stile neogotico

La chiesa è dedicata al culto della Madonna di Loreto, Patrona di Vallelunga, in onore del primo parroco Don Loreto Maria Marino investito dal beneficio dal fratello Don Pietro Marino, barone di Vallelunga. Imponente ed elegante è uno dei maggiori edifici del paese; la facciata di colore rosa intenso in contrasto con la grande cupola grigio-verde è stretta tra due massicce torri campanarie con scanalature e cornici in un insieme armonioso.
L'interno presenta una pianta a forma di croce latina, suddivisa in tre navate decorate con rosoni, rombi di stucco e oro risalenti al 1838; sull'altare principale padroneggia la maestosa statua in ebano della Madonna di Loreto rivestita interamente da un manto dalla singolare forma conica con decorazioni dorate. Il tempio custodisce opere d'arte di pregevole fattura come la maestosa statua di legno di S.Giuseppe appartenente alla scuola del Bagnasco, quella di S. Antonio da Padova realizzata con cura in cartapesta e la statua dell'Immacolata opera del Biancardi. Tra i marmi settecenteschi spicca l'altare dedicato alla S.S. Trinità, eretto dal Don Tommaso Papè, duca di Pratameno, nel 1749.
Ricca di significato è il quadro raffigurante la Madonna di Loreto tra nubi, angeli e Santi, protettrice della famiglia Marino e da loro commissionata nella seconda metà del seicento; il quadro raffigurante S. Giovanni Battista, opera del pittore Giuseppe Carta, datato 1882 e la tela della Madonna del SS. Rosario opera della scuola di Pietro Novelli; incantevole è il suono dell'organo a canne che domina sul palchetto sopra il portale maggiore. Questo e altro ancora racchiude la Chiesa S. Maria di Loreto che è senza dubbio la prima tappa di ogni visitatore.

Orario delle messe:

giorni festivi - ore 8:30 - 11:00 - 18:00 (ora legale 19:00)

giorni feriali – ore 18:00 (ora legale – 19:00)

Curiosità
Una legenda narra che una coppia di buoi rifiutandosi di proseguire nel loro cammino, suscitarono la curiosità dei presenti, spingendoli a scavare dove gli animali si erano inginocchiati; fu così scelto quel luogo per l'edificazione del tempio proprio perché fu ritrovata la statua della Madonna titolare. Un'altra versione racconta che alcuni contadini trovarono la statua tra i paesi di Villalba e Vallelunga, cosicché la caricarono su un carro trainato da buoi e decisero che la Madonna doveva restare nel territorio del paese dove si sarebbe fermato; il carro rimase nel luogo detto ancora oggi “ Figuredda ” e il loro impuntarsi venne interpretato come la precisa volontà della Vergine di restare a Vallelunga. La statua si trova ancora in quel luogo, in un tabernacolo sulla S.P. 121 lato est del paese e viene venerata da tutti i fedeli dei paesi vicini.